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Ecoriuso, quando solidarietà significa efficienza

Venerdì 20 Febbraio 2026

C’è un modo di intendere l’economia che non separa l’efficienza dalla giustizia sociale, né l’intraprendenza dalla responsabilità collettiva. In questa visione l’attività produttiva non è un fine in sé, e non serve solo a generare ricchezza per chi la porta avanti, ma è anche uno strumento per rafforzare i legami comunitari, generare autonomia e costruire futuro. Per chi adotta questo approccio la distinzione tra profit e non-profit ha poco significato. Non si tratta di sterile idealismo, e non si tratta tecnicamente di “economia sociale”. È un modello nuovo ed unificatore, preannunciato, in modo sintomatico, dall’affermazione in ambito imprenditoriale della Corporate Social Responsibility, delle società benefit, degli obiettivi ESG e dei report di sostenibilità. Il mondo, passo passo, si muove in questa direzione, perché è l’unica via per reincorporare le istanze sociali ed ambientali nel processo economico, salvando il mondo dal disastro umanitario ed ecologico. Il noto economista Jeremy Rifkin, molto influente tra le élite imprenditoriali illuminate, ha predetto questo scenario già nel 2014, nel suo libro “La società a costo marginale zero”.

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L’esperienza dell’associazione Ecoriuso si inserisce pioneristicamente in questa prospettiva, dimostrando come uno spirito imprenditoriale solido e ben organizzato possa diventare motore, ed essenza, di una solidarietà concreta, duratura e non assistenzialista.

Ecoriuso nasce dall’iniziativa dei collaboratori di Leotron e mette al centro tre valori chiave: autopromozione sociale, imprenditorialità e rispetto della natura. La sua prima proposta solidale si rivolge alla comunità indigena nahua di San Juan Tlacotenco, nello Stato messicano di Morelos. Una comunità fragile, ma tutt’altro che passiva, che non chiede elemosina bensì un sostegno alla pari, fondato su dignità e costruzione di percorsi di autosviluppo.

Una comunità da sostenere

San Juan Tlacotenco è un villaggio di circa 1.900 abitanti, incastonato tra le montagne a oltre 2.300 metri di altitudine. È un luogo in cui la storia preispanica e la cosmovisione nahua, basata sull’equilibrio tra uomo e natura, convivono con le ferite profonde lasciate dalla colonizzazione, dagli espropri e da un lungo processo di marginalizzazione. La povertà è diffusa: molte abitazioni sono prive di acqua corrente e fognature, l’accesso ai servizi sanitari e all’istruzione è limitato, e le difficoltà economiche alimentano fenomeni drammatici di violenza e disgregazione sociale. Allo stesso tempo, San Juan è una comunità viva, che resiste, si organizza e difende con tenacia la propria identità.

Negli ultimi anni, questo spirito di resistenza si è tradotto in un rinnovato protagonismo collettivo. La rinascita dell’Assemblea Comunitaria, pilastro della tradizione democratica indigena, ha restituito alla popolazione uno strumento di autogoverno reale: un vero e proprio baluardo auto-rigenerativo in un contesto territoriale dove gli antivalori promossi dai narcos rischiano di diventare dominanti. È attraverso l’Assemblea che la comunità definisce priorità, strategie e modalità di sviluppo, mantenendo saldo il principio spirituale secondo cui persone e ambiente naturale costituiscono un tutt’uno inscindibile. Tra le direzioni di sviluppo decise da questo organo collettivo c’è il trattamento e riutilizzo delle acque residuali in agricoltura e il lancio di programmi di turismo sostenibile, direttamente gestiti dalla popolazione indigena con l’obiettivo di valorizzare gli splendidi paesaggi naturali in forme non impattanti per l’ambiente.




Gli affiliati Leotron e l’efficienza solidale

Per finanziare la propria attività solidale l’associazione Ecoriuso ha scelto di non affidarsi a raccolte di fondi occasionali, o basate sulla fluttuante disponibilità dei donatori, ma di costruire di un meccanismo economico stabile, strutturato e replicabile, capace di generare risorse in modo continuativo. Il punto di partenza è un problema noto nel settore dell’usato: la gestione dell’invenduto.

Nel modello sviluppato da Ecoriuso, i negozi affiliati al circuito Leotron donano all’associazione gli oggetti che non sono riusciti a vendere. Non si tratta di rifiuti o materiali deteriorati, ma esclusivamente di beni riutilizzabili, selezionati secondo criteri precisi e condivisi: capi, oggetti e accessori ancora idonei a una seconda vita sul mercato. Questa distinzione è centrale, perché il modello si fonda sulla valorizzazione economica del riuso, non sulla gestione dello scarto.

Ecoriuso ha quindi stipulato accordi di filiera con imprenditori specializzati, in grado di organizzare in modo efficiente la raccolta, il trasporto e l’avvio di questi beni invenduti verso filiere della seconda mano estere conosciute e verificate, dove possono incontrare una domanda di mercato. In questo schema l’efficienza operativa è decisiva: solo una logistica ben organizzata, basata su volumi adeguati e su stock coerenti con le categorie merceologiche richieste, consente di sostenere i costi di raccolta e trasporto e di generare valore.

Gli operatori economici che gestiscono l’invenduto riconoscono all’associazione una quota per ogni chilogrammo trattato, e tale quota è ricavata dalla differenza tra i loro costi operativi e i loro ricavi. Se a causa delle inefficienze di processo i costi operativi diventano eccessivi, i margini economici spariscono e non si riesce a fare solidarietà. In linea con le condizioni del mercato, Ecoriuso è riuscito a ottenere un corrispettivo di 0,10 €/kg da destinare a solidarietà; ma se volumi e merceologie non sono quelli accordati, il corrispettivo diminuisce fino a sparire. Non per mancanza di sensibilità dell’acquirente, ma perché l’attività, oggettivamente, crea una perdita economica.

La sfida epocale è proprio questa. L’efficienza smette di avere un significato puramente economico-imprenditoriale e diventa un’imprescindibile condizione della solidarietà. Ci troviamo agli antipodi dell’assistenzialismo inefficiente, che con la sua sciatteria sperpera i fondi destinati al sociale. Grazie all’efficienza, e a un modello imprenditoriale ben impostato, è possibile generare un flusso continuo di risorse, capace di sostenere nel tempo i percorsi di crescita di una comunità.

In questo schema di responsabilità condivisa ogni attore coinvolto (negozi, operatori logistici, filiere estere) contribuisce alla sostenibilità complessiva del sistema. La solidarietà è una cosa seria. Raschiarsi le tasche in cerca di spiccioli è un gesto facile, che non richiede sforzo mentale. Adottare comportamenti efficienti nel proprio luogo di lavoro è un’altra cosa: significa incorporare la solidarietà nel flusso principale della propria vita.

A che punto siamo con l’azione solidale?

Dopo i primi contatti diretti con la comunità di San Juan Tlacotenco, avvenuti nel 2022, Ecoriuso ha avviato un dialogo con la società civile locale, ascoltando bisogni, proposte e visioni. Parallelamente, il modello di raccolta dell’invenduto, che è già attivo in un pezzo importante della Lombardia (6 negozi Baby Bazar, 3 negozi Mercatopoli) ed è pensato per estendersi progressivamente ad altri territori, ha superato la sua fase start-up e inizia a consolidarsi, producendo i margini economici necessari a finanziare la solidarietà. Ecoriuso ha quindi cominciato ad accumulare un “tesoretto” che, in seguito a deliberazione democratica dei soci, sarà impiegato in base alla lettura dei bisogni della comunità e alla volontà della comunità stessa. I dettagli di tutta l’operazione saranno condivisi con il primo report delle spese e delle attività.

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