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The Leotron way: perché abbiamo scelto di essere una società benefit

Alessandro Giuliani, fondatore e attuale CEO di Leotron

9 Aprile 2026

Ho aperto Leotron il 10 ottobre 1988, a ventitré anni, come software house. Nel 1992 un commercialista mi ha messo in contatto con un imprenditore che voleva aprire un negozio con articoli affidati da privati, e per quel negozio abbiamo scritto Junkit, il primo software italiano per il commercio dell’usato in conto terzi. Da lì non me ne sono più andato.

Mi hanno chiesto molte volte perché. La risposta breve è che in questo settore il risultato economico e il risultato ambientale si muovono nella stessa direzione. Un negozio che rimette in circolo articoli in buono stato guadagna facendo una cosa che serve, e chi porta quegli articoli guadagna insieme a lui. Sono pochi i mestieri in cui la contabilità e le proprie convinzioni si trovano d’accordo tutti i giorni.

Il 29 aprile 2021 abbiamo scritto nello statuto quello che già facevamo

Quel giorno Leotron è diventata società benefit a responsabilità limitata. La forma giuridica impegna l’impresa a perseguire, accanto al profitto, finalità di beneficio comune, e chiede di dichiararle nello statuto e di rendicontarle ogni anno.

Gli obiettivi che abbiamo messo nero su bianco sono cinque: divulgare modelli economici per il riutilizzo, sperimentare modelli di gestione in linea con i principi dello sviluppo sostenibile, erogare percorsi formativi, collaborare con organizzazioni non profit, sostenere le iniziative a favore del riutilizzo e della prevenzione dei rifiuti.

Li abbiamo scelti guardando quello che l’azienda faceva già, invece di elencare buone intenzioni. La differenza sta tutta nel fatto che dal 2021 quegli impegni hanno una scadenza annuale e una relazione da consegnare. Un’intenzione la si può rimandare, un obiettivo di statuto va misurato e raccontato anche quando l’anno è andato meno bene del previsto.

La storia dell’azienda aiuta a capire perché quella scelta è arrivata nel 2021 e non prima. Ci sono voluti trent’anni di lavoro dentro i negozi per avere qualcosa di solido da dichiarare.

Il primo bilancio è servito soprattutto a farci le domande scomode

Nel 2021 abbiamo avviato il percorso dell’Economia del Bene Comune, un movimento internazionale che propone un modello economico costruito su cinque valori: dignità umana, solidarietà e giustizia sociale, eco-sostenibilità, trasparenza, condivisione democratica. Nel 2022 ne è uscito il nostro primo Bilancio del Bene Comune, con il supporto di una consulente specializzata.

Il lavoro è consistito in incontri dal vivo con i team di Mercatopoli, BABYBAZAR e NIU.eco, dove abbiamo messo sul tavolo criticità e punti di forza e raccolto indicatori sull’anno 2020-2021: l’impatto verso i fornitori, verso i collaboratori, verso i clienti, verso la società e l’ambiente. Nello stesso documento ci siamo chiesti a quali obiettivi dell’Agenda 2030 stessimo contribuendo davvero, e su sei di questi abbiamo trovato un lavoro già in corso.

Riunione di team aziendale in ufficio con grafici e dati sullo schermo

Il valore di quel percorso è stato nelle domande più che nei numeri. Quando un consulente esterno chiede come vengono trattati i fornitori o come si misura il benessere di chi lavora in azienda, la risposta improvvisata si sente subito. Diverse cose che oggi diamo per normali, dalla formazione continua al modo in cui discutiamo i risultati con la rete, nascono da quelle riunioni.

Quel percorso oggi è concluso e la rendicontazione ha preso un’altra forma. Dal 2025 pubblichiamo una dichiarazione di impatto costruita con il linguaggio ESG e con la traccia VSME, lo standard europeo pensato per le imprese non quotate. Il cambio di strumento risponde a una ragione pratica: le aziende con cui lavoriamo e le istituzioni con cui ci confrontiamo leggono quel formato, e un documento che l’interlocutore sa leggere produce più effetti di un documento che deve prima spiegare se stesso.

La banca è una scelta come le altre

Nel 2022 abbiamo portato i nostri conti in Banca Etica, la prima banca italiana nata in forma di cooperativa per azioni ispirata ai principi della finanza etica, che esclude per statuto ogni finanziamento alla produzione e al commercio di armamenti.

Ne parlo perché è il tipo di decisione su cui si vede se una dichiarazione di valori regge. Dire che l’impresa lavora per il bene comune costa poco. Scegliere dove tenere la liquidità, a chi affidare i finanziamenti e con quali condizioni è una decisione che si prende una volta e che poi accompagna l’azienda per anni. Le due cose devono stare insieme, oppure la prima resta un titolo su una pagina del sito.

Che cosa c’entra tutto questo con un negozio dell’usato

La nostra visione dice che vogliamo contribuire a costruire una realtà in cui ogni persona riconosce il contributo che può dare e sceglie di darlo, per il benessere proprio, della collettività e della Terra che ci ospita. Applicata al lavoro di tutti i giorni, significa una cosa concreta: un imprenditore che apre un negozio dell’usato sta già dando quel contributo, e il nostro mestiere è farglielo rendere.

Chi entra in rete non compra un’idea di sostenibilità. Compra un metodo, un software, una consulenza e un affiancamento, cioè quello che raccontiamo in Che cosa significa essere la guida della secondhand economy. La società benefit non aggiunge nulla a quel pacchetto e non lo rende più caro. Cambia il modo in cui prendiamo le decisioni quando un interesse di breve periodo va in una direzione e la coerenza va in un’altra.

Questa è la parte che mi interessa lasciare a chi legge, soprattutto se sta pensando di aprire. Un’impresa che rimette in circolo articoli in buono stato produce un risultato utile mentre lavora, senza aggiungere una missione sopra il mestiere. Il compito di chi la guida è tenere ferma quella coerenza quando arriva la decisione in cui conviene lasciarla andare. Dal 1988 a oggi ho imparato che è lì che si vede il valore di quello che un’azienda dichiara.

Vuoi aprire un negozio dell'usato? Parti dalla nostra guida gratuita, scritta da chi ne ha aperti centinaia.