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Rete ONU: la voce degli operatori dell’usato in Italia

29 Aprile 2026

Il settore dell’usato in Italia ha una voce unica quando si siede ai tavoli dove si scrivono le regole, e quella voce è Rete ONU. È l’associazione di categoria che rappresenta gli operatori della seconda mano, e la sua esistenza è una delle ragioni per cui il comparto riesce a farsi ascoltare dalle istituzioni. Come parte del settore, anche noi ci riconosciamo in questa rappresentanza. Qui trovi cosa è Rete ONU, chi riunisce e quale ruolo ha nella partita normativa che sta ridisegnando il riuso.

Chi è Rete ONU

Rete ONU è la Rete Nazionale Operatori dell’Usato, l’associazione di categoria del settore. Affilia in modo diretto circa 13.000 addetti, appartenenti a otto diversi comparti della seconda mano, che vanno dai negozi dell’usato in conto vendita agli operatori ambulanti, dagli enti di solidarietà alle cooperative, fino agli organizzatori di mercati. È questa varietà a darle forza, perché porta al tavolo istituzionale tutte le anime dell’usato riunite in un’unica rappresentanza, invece che divise.

Dalla fine del 2021 il ruolo di portavoce degli operatori dell’usato è stato affidato ad Alessandro Giuliani, fondatore e attuale CEO di Leotron, su nomina del direttivo dell’associazione. È un incarico di servizio, che porta l’esperienza concreta di chi il mestiere dell’usato lo pratica dentro il confronto con le istituzioni e con gli altri portatori d’interesse.

Il ruolo sulla normativa del riuso

Gli anni recenti sono stati intensi sul piano normativo, e Rete ONU è stata presente sui fronti che contano per il settore.

Sul regime EPR per il tessile, dal 2023 il Ministero dell’Ambiente ha coinvolto l’associazione nel gruppo dei principali portatori d’interesse chiamati a commentare ed emendare la bozza di decreto, riconoscendone la rappresentatività nel comparto dei rifiuti tessili e degli abiti usati. La posizione portata avanti è netta e coerente: pluralità degli attori nell’organizzazione delle raccolte, senza monopoli, e nessun privilegio riservato a gruppi specifici di operatori, con l’apertura invece a impegni sociali purché misurati su risultati rendicontati. La stessa presenza si è estesa al livello europeo, nel confronto sulla proposta di direttiva EPR della Commissione e nelle associazioni di settore come Assorecuperi, del gruppo Confcommercio, ed Euric, l’associazione europea dei recuperatori con sede a Bruxelles.

Sul fronte dei dati, sempre nel 2023 l’associazione è stata invitata da ISPRA, il braccio di ricerca del Ministero, ad aprire un tavolo sulla rendicontazione del riutilizzo. Il lavoro ha portato a una nuova impostazione del modo in cui il riutilizzo viene misurato in Italia, che ora include una parte importante delle microimprese del settore, prima poco rappresentate nei conteggi. È un passaggio che dà finalmente visibilità statistica a un fenomeno a lungo sottostimato.

La preparazione al riutilizzo e il palcoscenico internazionale

Un traguardo atteso da oltre un decennio è arrivato nel settembre 2023, con l’entrata in vigore del decreto sulla preparazione per il riutilizzo, che per la prima volta fissa le procedure per riportare a bene un rifiuto idoneo a rientrare nei canali della seconda mano. Restano nodi di fattibilità da affrontare, ma è un passo avanti sostanziale per il settore, di cui spieghiamo il funzionamento in La preparazione per il riutilizzo e i centri di riuso.

Cliente che sceglie un capo d'abbigliamento in un negozio di abiti usati

La rappresentanza non si ferma ai confini nazionali. Rete ONU fa parte dell’Alleanza Internazionale dei Waste Pickers, e in questa veste ha partecipato agli incontri intergovernativi per un trattato vincolante contro l’inquinamento da plastica, portando la voce degli operatori vulnerabili europei, che svolgono ogni giorno un lavoro ecologico prezioso e spesso poco riconosciuto. È il segno di una rappresentanza che collega la microimpresa italiana dell’usato ai tavoli globali della transizione ecologica.

Una rappresentanza che continua

Il mandato associativo aperto alla fine del 2021 si è chiuso il 30 gennaio 2025, con il rinnovo degli organi dell’associazione. Da quel passaggio è arrivata la nomina di Alessandro Giuliani a responsabile del Comitato EPR Mobili, il tavolo dove prende forma la responsabilità estesa del produttore per il settore dell’arredo, un fronte che porteremo avanti con la stessa impostazione tenuta sul tessile. Cosa è in gioco per il mercato del mobile usato lo raccontiamo in Mobili usati e responsabilità estesa del produttore: come cambia il mercato.

Il filo che tiene insieme questi anni è uno solo. Un settore che si presenta unito e con proposte concrete riesce a orientare le regole invece di subirle, e a difendere l’economia reale del riuso, fatta di tante piccole imprese sul territorio. Il lavoro di rappresentanza è anche il modo in cui il mercato dell’usato entra nelle stanze dove si decide il suo futuro. La presenza del settore nelle istituzioni ha una storia che raccontiamo anche in Il mercato dell’usato in prima linea alla Camera dei Deputati, e il quadro d’insieme del fenomeno è in Secondhand economy: cos’è e perché conta.

Rete ONU è, in fondo, la prova che il settore dell’usato ha smesso di essere una somma di attività isolate ed è diventato un comparto capace di parlare con una voce sola. Per chi ci lavora è una garanzia, e per chi lo osserva da fuori è il segno di un settore maturo. Per seguire gli aggiornamenti del comparto e della sua rappresentanza, iscriviti alla newsletter.

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