Chi manda avanti un negozio dell’usato prende ogni giorno decisioni che in altri settori arrivano già risolte. Quanti articoli accettare al carico e con quale livello di selezione. Come esporre un reparto che cambia composizione ogni settimana. Come tenere il registro degli affari e come si applica il regime del margine su un articolo affidato da un privato. Come farsi trovare da chi vuole vendere, prima ancora che da chi vuole comprare.
Leotron lavora su questo. Siamo la guida della secondhand economy: portiamo a chi opera nel riuso il software, i format di negozio, la consulenza e la formazione che servono a gestire un’attività di conto vendita. Qui trovi che cosa significa in concreto, quali strumenti mettiamo a disposizione e in quale ordine chi apre o gestisce un negozio li usa.
Guidare un settore significa portare metodo, strumenti e rappresentanza
Leotron nasce a Verona nel 1988 come software house e dal 1992 lavora nell’usato. Da allora il perimetro si è allargato su tre fronti, che restano distinti anche quando si incontrano nello stesso negozio.
Il primo sono gli strumenti: il gestionale, il sito e l’app del punto vendita, l’hardware di cassa, il materiale di consumo, la grafica e le campagne. Il secondo è il metodo, cioè il modo in cui un negozio dell’usato seleziona al carico, espone, applica lo sconto progressivo e liquida il cliente venditore. Il terzo è la rappresentanza, cioè il lavoro sui tavoli dove si scrivono le regole che poi un negozio applica alla cassa.
I tre fronti si tengono insieme perché nessuno regge da solo. Un buon software dentro un negozio senza metodo produce dati puliti su un’attività che perde. Un metodo senza strumenti resta un documento che nessuno applica quando arrivano quaranta clienti in un pomeriggio. E un settore senza rappresentanza si ritrova con regole scritte da chi non ha mai visto come funziona un conto vendita.
Nel 2021 abbiamo messo lo scopo nello statuto e siamo diventati società benefit. Gli obiettivi di beneficio comune impegnano l’azienda a divulgare modelli economici di riutilizzo, a sperimentare modelli di gestione sostenibili nel commercio dell’usato, a erogare percorsi formativi e a sostenere le iniziative per il riuso e la prevenzione dei rifiuti. Sono impegni scritti e rendicontati ogni anno. Il percorso che ci ha portato fin qui è raccontato in La storia di Leotron: dal software gestionale alla secondhand economy, mentre l’identità e i valori del gruppo stanno nella pagina Chi siamo.
Il gestionale nasce dentro il negozio, nel 1992
Nel 1992 un commercialista ci mette in contatto con un imprenditore che vuole aprire un negozio con articoli affidati da privati in conto vendita. Serve un software capace di gestire quel meccanismo, e allora non esiste. Lo scriviamo, e si chiama Junkit: è il primo programma italiano sviluppato per il commercio dell’usato in conto terzi.
Da quel lavoro nasce qualcosa di più grande di un prodotto. Scrivere il gestionale di un negozio significa capirne il funzionamento fin dentro le pieghe: che cosa succede quando un cliente porta dieci articoli e ne restano in negozio sei, come si calcola la provvigione, come si comporta il documento fiscale quando la vendita avviene in nome e per conto di un privato, che cosa deve tornare al cliente venditore e in quale momento.
Oggi quel lavoro si chiama J2K Premium e copre il ciclo completo del conto vendita, dal carico alla liquidazione, con la fatturazione elettronica, la pubblicazione degli articoli online e l’app dedicata al cliente. Il gestionale resta il punto in cui il metodo diventa operativo: le regole che descriviamo nella formazione e nei contenuti, in negozio, passano da lì.
Intorno al gestionale stanno gli altri strumenti quotidiani. Il sito web e l’app del negozio portano online gli articoli caricati durante il giorno, così chi cerca un mobile o un passeggino nella sua zona trova il negozio prima di uscire di casa. I servizi di marketing e grafica preparano le campagne locali, le vetrine e i materiali per il punto vendita, con un livello di qualità che un singolo negozio raggiunge difficilmente da solo.
Tre insegne e una rete per chi resta indipendente
Chi apre con noi sceglie fra tre marchi in franchising, ciascuno con clienti e assortimento propri.
Mercatopoli è il negozio multispecialista: arredamento, elettronica, sport, giocattoli, collezionismo e molte altre categorie, con articoli selezionati, completi e funzionanti. BABYBAZAR è il riferimento locale per le famiglie con bambini da zero a dodici anni, dall’abbigliamento ai passeggini fino ai giochi. Riclò lavora sulla moda e sul guardaroba, con una consulenza in negozio che parte dai tagli e dalle proporzioni che stanno bene a chi entra.
Chi ha già un negozio avviato e tiene alla propria insegna trova NIU.eco, la rete degli imprenditori indipendenti dell’usato: da lì passano gli aggiornamenti normativi, i servizi e la formazione, con il marchio di casa che resta in vetrina.
I negozi affiliati alla rete sono circa 400, distribuiti in tutta Italia. Il numero conta soprattutto per una ragione pratica: ogni scelta che proponiamo a un negozio nuovo è già passata dall’esperienza di chi ha aperto prima, in città diverse e con mercati diversi.
Un negozio dell’usato apre vuoto e si riempie con i carichi dei clienti venditori della sua zona, quindi il primo periodo assomiglia poco a quello di un’attività tradizionale. Prima si costruisce il bacino di chi porta gli articoli, poi arriva l’inaugurazione con il negozio pieno. È la fase in cui un imprenditore da solo fa più fatica, ed è la ragione per cui l’affiancamento nei primi mesi pesa quanto il format.
La consulenza copre fisco, operatività e marketing
Il negozio dell’usato in conto vendita ha adempimenti che il commercio tradizionale non conosce. Il registro degli affari previsto dall’articolo 120 del TULPS, il mandato di vendita firmato dal cliente, il regime del margine, il trattamento delle provvigioni. La nostra consulenza fiscale e burocratica lavora su questi punti con professionisti che conoscono il settore, e affianca il commercialista del negozio invece di sostituirlo.
La consulenza operativa entra nel funzionamento quotidiano: il livello di selezione al carico, la disposizione dei reparti, la rotazione degli articoli, gli indicatori che dicono se il negozio sta crescendo e su quale passaggio conviene intervenire. La consulenza marketing lavora sulla domanda, che in un negozio dell’usato ha due facce: prima serve chi porta gli articoli, poi chi li compra, e le due cose si costruiscono con azioni diverse.
Sotto la consulenza sta il livello che si usa tutti i giorni. L’assistenza risponde alle domande sul gestionale e sulle procedure di cassa, con un canale dedicato per aprire una richiesta. La rete condivide gli eventi per i negozi, cioè i format già collaudati che portano persone in punto vendita e fanno conoscere il negozio a chi ancora non lo frequenta. La formazione accompagna l’ingresso di ogni nuovo collaboratore, perché il metodo del conto vendita si impara in negozio e non si improvvisa. Sono servizi che un imprenditore da solo costruisce in anni, e che dentro la rete trova già pronti il primo giorno.
Accanto alla rete lavoriamo con le aziende che hanno resi, campionari, giacenze o arredi da ricollocare, con percorsi di formazione alle aziende sull’economia circolare e sul riuso. Sono mondi vicini: un’azienda che impara a ricollocare i propri beni e un negozio che sa valutarli parlano la stessa lingua e, spesso, finiscono per lavorare insieme sul territorio.
Portiamo il settore ai tavoli in cui si decide
Una parte del lavoro di guida sta fuori dai negozi. Per anni l’usato in conto terzi ha lavorato senza un codice di attività proprio, con conseguenze concrete su controlli, statistiche e rapporti con gli uffici. Dal 1 aprile 2025 esiste il codice ATECO 47.91.10, dedicato all’intermediazione nel commercio al dettaglio di beni di seconda mano, e il percorso che ci ha portati fin lì è ricostruito in Nuovo ATECO per l’usato conto terzi: come ci si è arrivati.
Sullo stesso fronte lavoriamo con l’Osservatorio del Riutilizzo, diretto da Pietro Luppi, esperto internazionale di riutilizzo ed economia circolare, che firma su questo sito i contenuti di normativa e di settore. Siamo fra i soci fondatori di Rete ONU, la rete nazionale degli operatori dell’usato, e partecipiamo ai lavori di Assorecuperi, l’associazione aderente a Confcommercio che rappresenta le imprese della filiera del riutilizzo e del recupero. In quei tavoli portiamo i dati e le difficoltà che i negozi ci segnalano.
Il ritorno per chi ha un negozio è diretto. Una regola scritta tenendo conto di come funziona davvero il conto vendita e una regola scritta senza saperlo producono differenze molto concrete alla cassa: un registro compilato in un modo o in un altro, un adempimento dovuto oppure escluso, un controllo che si chiude in mezz’ora oppure in una settimana.
Chi sta valutando di aprire trova il quadro completo in la guida all’apertura, che raccoglie i passaggi dall’idea al negozio pieno, compresi quelli che di solito si scoprono strada facendo. Chi vuole capire se il progetto sta in piedi nella propria zona può scriverci dalla pagina Apri con noi: partiamo dalle tue domande, guardiamo insieme il territorio e ti diciamo con franchezza che cosa serve. Essere la guida della secondhand economy significa mettere a disposizione di chi lavora nel riuso quello che abbiamo imparato nell’usato dal 1992 a oggi, un negozio alla volta.
