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Ravenna 2013 – Fare i conti con l’ambiente

Giovedì 26 Settembre 2013
Silvia Signoretti

ravenna 2013E’ partito il 25 settembre Ravenna 2013 – Fare i conti con l’ambiente, il primo evento green italiano che si occupa di fare il punto sulla situazione ambientale con conferenze, workshop, laboratori ed eventi culturali che abbracciano il panorama italiano e quello internazionale. Dal 25 al 27 settembre Ravenna, per il sesto anno consecutivo, si mobilita per trattare di rifiuti, acqua ed energia in un’ottica sostenibile e responsabile con ben 6 conferenze, 26 workshop, 16 labmeeting e corsi e 12 eventi culturali.

Rete ONU, la rete degli operatori nazionali dell’usato, è nata nel 2011 per raggruppare chi si occupa di riutilizzo in un’ottica green e sostenibile, quale risorsa per il presente e il futuro in linea con le direttive europee del 2008 in materia di rifiuti. Il mondo dell’usato, quale realtà fondamentale per di questa filiera, si inserisce sul finire del ciclo di vita dei beni mobili, consentendone la distrazione dalla discarica. Il settore dell’usato consente, a quanto sottolinea l’UE, di arrivare a sottrarre oltre il 10% dei rifiuti dall’ambiente, proprio grazie al reimpiego e al riutilizzo.

Fare i conti con l’ambiente

In quest’ottica, rete ONU si è posta l’obiettivo di normare il settore dell’usato, che finora attinge le regolamentazioni da diverse leggi e si scontra spesso con una burocrazia difficile e poco coesa, che ne impedisce il pieno sviluppo. Dagli operatori dei mercatini di piazza, alle cooperative, fino ai negozi veri e propri, il direttivo di rete ONU, attraverso l’operato di Alessandro Giuliani, direttore tecnico dei network veronesi Mercatopoli e Baby Bazar, ha stilato una serie di obiettivi che hanno consentito di redigere una proposta di legge nuova e univoca, capace di soddisfare le esigenze delle diverse categorie rappresentate dall’associazione.

Alessandro Giuliani interverrà durante la manifestazione di Ravenna all’interno del Workshop di giovedì 26 settembre che si terrà presso l’Ordine della Casa Matha dalle 14.30 alle 17.30. L’intervento sarà focalizzato sul tema “Verso una legge di riordino del settore del riutilizzo” e verrà spiegato in tutti i suoi aspetti il progetto di legge redatto dal direttivo di rete ONU e firmato dall’avvocato Pietro Amico, che con lo studio legale Spaxius si è adoperato per la stesura del testo e la sua analisi fattiva.

Alessandro Giuliani ha risposto in anteprima ad alcuni aspetti di questo progetto che verranno approfonditi il prossimo giovedì.

Quali esigenze sono alla base della creazione di questo progetto?

Ci scontriamo ogni giorno, nell’apertura dei nostri mercatini a marchio Mercatopoli e Baby Bazar, con la difficoltà burocratica di un sistema poco normato che attinge le regole da diversi decreti e non ha corrispondenze precise nelle categorie ATECOFIN. Il problema viene gestito grazie all’esperienza, sviluppata in anni di aperture da parte di franchising come il nostro, ma basta poco per immaginare quali problemi derivino da questa confusione per i singoli operatori o chi si occupa di mercati di piazza. Ogni amministrazione si è creata delle procedure ad hoc che spesso differiscono già tra i comuni nella stessa provincia.

Il mondo dell’usato sta diventando importantissimo proprio in un’ottica di riduzione dei rifiuti. Come si inserisce il progetto in quest’ottica?

La valenza pratica della legge si sposa con la sua importanza ambientale. L’unione europea è stata chiara in tal senso e sottolinea il valore fondamentale del riutilizzo per distrarre beni ancora impiegabili dalle discariche, riducendone l’impatto ambientale. La proposta di legge che abbiamo redatto vaglia anche questi aspetti, sottolineando l’importanza di una tassazione più chiara e un sistema gestionale più specifico per un settore che è per forza di cose fuori dalla disciplina normale del commercio.

Cosa proponete dunque al Governo?

Stiamo proponendo che, proprio per assorbire le direttive europee, si crei una normativa specifica per il settore dell’usato. Mi sono occupato personalmente di riunire le idee del direttivo di rete ONU e, insieme all’avv. Amico, abbiamo steso delle norme chiare e semplici, che rispondano alle esigenze di diversi livelli di questo settore. In primis, la nostra proposta vorrebbe essere di carattere sociale, andando a chiedere di creare un Consorzio Nazionale del Riuso che si appoggi al Ministero dell’Ambiente e operi con esso attraverso gli operatori dell’usato. Ci sono infinite potenzialità per l’Italia, in primis, ma anche per tutte le piccole realtà locali, nel settore del riutilizzo, e spesso non vengono colte per ignoranza.

Quali step avete messo in campo per raggiungere l’obiettivo?

Stiamo presentando la legge nei settori che possono essere affini al mondo del riuso, durante eventi importanti come quello di Ravenna, in collaborazione con le principali associazioni ambientali del paese. La sensibilizzazione nazionale è, ovviamente, alla base del progetto. Nel frattempo, i vertici di rete ONU si stanno adoperando per un incontro operativo con il Governo, in modo da creare un tavolo di condivisione della legge che possa gestirne la presentazione in Parlamento. Siamo dunque in una fase molto importante, in cui diffusione e valorizzazione del settore del riuso sono fondamentali per far capire a chi ci governa quale risorsa possiamo essere e diventare.

In un’ottica internazionale, come si sta muovendo l’Italia? Quali punti di forza abbiamo per far leva sulle istituzioni?

Stiamo facendo molto, ma dal basso. Purtroppo devo essere obiettivo ammettendo che l’Italia è molto indietro rispetto al resto d’Europa. Basti pensare che la direttiva sui rifiuti riale al 2008 e va applicata entro il 2020, ma il Governo, anche per instabilità politica, non è ancora riuscito a generare attività significative che rispondano alle richieste della comunità europea. E’ proprio per questo che spingiamo per le politiche di riuso e affinché vengano normate: questo potrebbe essere un passo importante per avvicinarci alle richieste dell’UE e dimostrare un significativo cambiamento nella nostra gestione dell’ambiente.

Rete Onu ha promosso una serie di progetti pilota nelle principali città italiane per sensibilizzare sul tema del riuso come componente attivo del piano urbanistico sui rifiuti. Questi progetti, insieme alla legge sul Riuso, saranno dunque alla base del Workshop “Il riutilizzo, le sue filiere e la gestione dei rifiuti – esempi concreti e strutturati di Centri del riuso” in programma per il 26 settembre 2013 a Ravenna durante Ravenna 2013 – Fare i conti con l’ambiente – Rifiuti, acqua, energia.

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