Una bicicletta comprata con le migliori intenzioni e usata tre volte, la city bike sostituita da un modello elettrico, la mountain bike di un figlio che è cresciuto. Le biciclette secondhand arrivano in negozio in ottime condizioni molto più spesso di quanto ci si aspetti, perché in questa categoria il mezzo smette di essere utilizzato quando ha ancora molti chilometri davanti.
È però anche la categoria che chiede al negozio le verifiche più specifiche di tutta la serie merceologica. Una bicicletta è l’unico articolo del reparto che il Codice della strada definisce, e insieme uno dei pochi che cambia proprietario senza lasciare traccia in nessun registro pubblico. Chi la prende in carico lavora quindi su tre piani: cosa è quel mezzo dal punto di vista delle regole, da dove arriva, e quanto vale davvero ciò che si consuma con il tempo.
Che cosa comprende la categoria
Il reparto raccoglie le biciclette da città, quelle da corsa, le mountain bike, le pieghevoli, le bici per bambino e quelle a pedalata assistita. Accanto stanno gli accessori, dai seggiolini ai portapacchi, dalle borse ai caschi, che seguono regole proprie e che nel caso del casco appartengono ai dispositivi di protezione descritti in Articoli sportivi secondhand: il calendario decide il prezzo.
Le biciclette restano una categoria a sé anche dove il negozio ha già un reparto sportivo, e la ragione è pratica prima che merceologica. Occupano molto spazio, hanno un valore unitario più alto della media del negozio, chiedono una verifica tecnica che nessun altro articolo richiede e attirano un pubblico che arriva cercando esattamente quello. Tenerle separate rende più leggibile l’esposizione e più semplice la valutazione.
Perché arrivano con pochi chilometri
In questa categoria il mezzo smette di essere utilizzato per ragioni che riguardano la persona più che il prodotto, e la più frequente è l’acquisto fatto con un’intenzione che poi ha cambiato forma. Una bicicletta comprata per andare al lavoro incontra una salita più dura del previsto o un percorso senza piste ciclabili. Una da corsa comprata per iniziare si rivela adatta a un livello diverso dal proprio.
Sui bambini agisce la crescita, con lo stesso ritmo di ogni altra merceologia dell’infanzia: una bicicletta accompagna una o due stagioni e poi la misura del telaio non basta più. Sono i mezzi che ruotano più in fretta di tutto il reparto, perché ogni anno una nuova famiglia cerca esattamente quella misura.
C’è poi il passaggio all’elettrico, che negli ultimi anni ha portato nei negozi molte biciclette tradizionali in ottimo stato. Chi compra una pedalata assistita smette di usare quella muscolare, che resta in garage completa e funzionante. È un movimento che alimenta il reparto e che il negozio può assecondare, perché la domanda per una city bike in buone condizioni resta alta.
Velocipede o ciclomotore, la differenza che decide tutto
Su una bicicletta tradizionale la domanda non si pone. Si pone su tutto ciò che ha un motore, e la risposta cambia la natura dell’articolo.
L’articolo 50 del Codice della strada definisce velocipedi i veicoli a propulsione muscolare e considera tali anche le biciclette a pedalata assistita, a tre condizioni: il motore elettrico ausiliario ha una potenza nominale continua massima di 0,25 kW, che sale a 0,5 kW per i mezzi adibiti al trasporto di merci; l’alimentazione si riduce progressivamente e si interrompe quando il mezzo raggiunge i 25 km/h o prima, se chi pedala smette; l’eventuale pulsante che attiva il motore a pedali fermi tiene il mezzo entro i 6 km/h.
Un mezzo che supera quei limiti resta un veicolo perfettamente legittimo, ma non è più una bicicletta: il Codice della strada lo tratta come ciclomotore, con targa, assicurazione, casco e le altre conseguenze che ne derivano.
Per un negozio dell’usato la differenza è sostanziale, e la ragione merita di essere detta per intero. Vendere veicoli per conto di chi li possiede è a sua volta un’attività di agenzia d’affari, quindi poggia sullo stesso inquadramento del conto vendita, ma è un oggetto diverso: la compravendita di autoveicoli e motoveicoli usati a mezzo mandato o procura a vendere va dichiarata al Comune come attività propria, distinta dalla compravendita di cose usate su mandato di terzi. A valle cambiano gli adempimenti, perché un ciclomotore ha un certificato di circolazione, un obbligo di assicurazione e una targa che resta personale del venditore, quindi il passaggio richiede la sospensione e il rilascio di un nuovo certificato alla Motorizzazione. Il mandato di vendita e il registro degli affari di un negozio dell’usato non coprono nulla di tutto questo.
Un mezzo del genere resta quindi fuori dal carico ordinario, e chi volesse trattarlo apre l’attività corrispondente con i suoi adempimenti. È lo stesso principio che tiene fuori dal reparto scooter e motocicli, e vale la pena conoscerlo prima di trovarsi al banco con una e-bike che monta un motore da 500 W.
Da qui nasce la verifica più importante sulle biciclette elettriche in arrivo. Si guardano i dati di targa del motore, si controlla che l’assistenza si interrompa alla velocità prevista, e si presta attenzione ai mezzi modificati dopo l’acquisto, perché una centralina sostituita o un limitatore rimosso cambiano la classificazione del mezzo indipendentemente da come è nato. Quando il quadro non è chiaro, l’articolo resta al cliente insieme alla spiegazione del perché.
La provenienza, senza un registro pubblico
Un’automobile ha il PRA, un immobile ha la conservatoria. Una bicicletta cambia proprietario senza che nessun registro pubblico ne prenda nota, e questo la rende l’articolo che più di ogni altro chiede attenzione su chi la porta.
Gli strumenti esistono e il negozio dell’usato li ha già. L’identificazione di chi consegna gli articoli è un obbligo che nasce dalla normativa di pubblica sicurezza e vale per ogni carico, come raccontiamo in Identificazione dei clienti nel mercatino dell’usato: gli obblighi TULPS, e ogni operazione lascia traccia nel documento descritto in Registro degli affari per il mercatino dell’usato. Su una bicicletta questi passaggi valgono doppio, perché sono l’unica documentazione esistente su quel mezzo.
Accanto agli obblighi ci sono le buone abitudini. Annotare il numero di telaio insieme alla descrizione dell’articolo dà al negozio e al cliente un riferimento in più, anche se quel numero non è sempre univoco e da solo non identifica il mezzo. Diversi Comuni offrono ai residenti un servizio di marchiatura e registrazione volontaria del telaio, gestito spesso insieme alle associazioni ciclistiche del territorio, e una bicicletta che arriva già registrata porta con sé una storia verificabile. Chiedere se il mezzo è registrato è una domanda semplice che fa parte della valutazione.
Il quadro delle regole che governano la vendita di ciò che è già stato usato sta in Sicurezza dei prodotti usati: la responsabilità del negozio, e vale anche qui, con la differenza che su una bicicletta la sicurezza riguarda parti che si muovono e sostengono una persona.
La batteria decide il valore di una e-bike
Su una bicicletta tradizionale il valore si legge sul telaio, sulla trasmissione e sui freni. Su una a pedalata assistita il pezzo che conta di più è la batteria, ed è anche quello che invecchia da solo.
Una batteria al litio perde capacità con i cicli di carica e con il tempo, quindi due mezzi con lo stesso aspetto possono avere autonomie molto diverse. Alcuni sistemi mostrano il numero di cicli o lo stato di salute della batteria dal display o da un’applicazione, e quel dato dice più di qualsiasi valutazione a vista. Contano anche la disponibilità di ricambi per quel modello, perché una batteria fuori produzione trasforma il mezzo in una bicicletta pesante, e la presenza del caricabatterie originale.
Le batterie chiedono attenzione anche per come si conservano. Restano lontane da fonti di calore, si tengono a carica parziale nei periodi di fermo, e ogni segno di rigonfiamento o danneggiamento dell’involucro mette l’articolo fuori dal carico. Una bicicletta a pedalata assistita senza batteria è invece un articolo incompleto e resta al cliente, con lo stesso criterio che vale per un frullatore senza lame: sugli scaffali arrivano articoli completi e pronti all’uso, e un mezzo che non si può accendere non lo è.
Che cosa guarda il negozio prima di esporre
Sulle biciclette la verifica riguarda le parti che tengono insieme il mezzo e quelle che lo fermano. Il telaio viene controllato su saldature, ammaccature e crepe, perché è la parte che non si sostituisce. I freni si provano, e su questo non esistono margini. Si guardano lo stato dei cerchi e dei raggi, la trasmissione, i cuscinetti dello sterzo e la pressione degli pneumatici.
Vale qui il principio che regge tutto il conto vendita: il negozio prende in carico ciò che è già pronto per la vendita e non rimette a nuovo gli articoli. Un mezzo che chiede un intervento meccanico prima di poter essere usato resta al cliente, che può farlo sistemare e riportarlo. È la differenza descritta in Ricondizionato: cosa significa e differenza con l’usato, dove chi interviene sul prodotto assume un ruolo diverso.
Come per l’attrezzatura sportiva, anche qui il calendario conta: le biciclette si cercano da marzo in poi, e il carico segue la stagione invece di precederla di troppo.
Un’ultima variabile riguarda il territorio. Una città pianeggiante con percorsi ciclabili chiede city bike e bici da trasporto, una zona collinare sposta la domanda su mountain bike e pedalata assistita, e una località di mare vive di richieste concentrate in poche settimane. Leggere la domanda della propria zona guida sia il carico da accettare sia lo spazio da dedicare al reparto.
Le biciclette secondhand premiano i negozi che si attrezzano per valutarle davvero, perché è una categoria dove la competenza si vede subito e dove il cliente la riconosce. Le tre verifiche che contano restano poche e chiare: che cosa è quel mezzo per il Codice della strada, da dove arriva e chi lo porta, quanta vita ha ancora la parte che si consuma. Un negozio che le fa con metodo costruisce un reparto che i ciclisti della zona imparano a controllare ogni primavera. Il quadro del settore in cui questa categoria si colloca sta in Secondhand economy: cos’è e perché conta, mentre chi sta pensando di aprire trova il percorso completo in Come aprire un mercatino dell’usato.
