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Aprire un mercatino dell’usato: la guida completa

19 Aprile 2026

Vuoi metterti in proprio nel mondo dell’usato e cerchi un punto da cui cominciare. È il punto di partenza di molti progetti che oggi sono negozi avviati, perché la seconda mano è uscita dalla nicchia ed è diventata un settore solido, con regole proprie e margini reali. Questa pagina è la guida per orientarsi. Spiega perché conviene aprire adesso, a chi si rivolge un negozio dell’usato, quanto si può guadagnare, come si apre passo per passo, cosa serve davvero per partire, quali strade puoi scegliere tra franchising e autonomia, e quali adempimenti e strumenti ti accompagnano. È il punto di partenza, e da qui ti portiamo verso gli approfondimenti che servono a passare dall’idea all’apertura.

Interno di un negozio elegante e ordinato con esposizione curata di borse e accessori, esempio di allestimento professionale per un mercatino dell'usato.

Perché aprire un mercatino dell’usato oggi

Il settore cresce e poggia su basi solide. Nel 2025 la secondhand economy in Italia ha generato un valore di 27,2 miliardi di euro, pari all’1,2% del PIL, e ha coinvolto 28,2 milioni di persone, il 65% della popolazione. Il dato che più conta per chi vuole aprire è un altro: il 68% degli italiani dichiara di partire proprio dall’usato quando deve comprare qualcosa, nove punti in più rispetto all’anno precedente. La domanda c’è, è ampia e continua a salire. Sono numeri dell’Osservatorio Second Hand Economy di BVA Doxa per Subito, confermati sul fronte dei comportamenti da un’indagine indipendente di Altroconsumo, e li approfondiamo nella pagina su La secondhand economy e nell’analisi sul mercato dell’usato in Italia.

Dietro i numeri c’è un cambiamento di abitudini che dura. Comprare e vendere usato è entrato nella routine di milioni di famiglie, per il valore che restituisce e per il senso di scelta consapevole che porta con sé. Non è una moda passeggera legata a un momento difficile: è un modo di consumare che si è stabilizzato e che attraversa tutte le fasce di età, dai più giovani agli adulti. Chi apre oggi entra in un mercato che i clienti già conoscono e frequentano.

A questa crescita si è aggiunto un riconoscimento che pesa. Dal 1° aprile 2025 l’attività di intermediazione nel commercio dell’usato ha un codice di attività dedicato, l’ATECO 47.91.10. È il segnale che il settore è maturo e riconosciuto, e una base più chiara su cui costruire la propria impresa. Aprire adesso significa entrare in un mercato che non devi più spiegare, perché chi vende e chi compra lo conoscono già.

C’è poi una dimensione che i numeri da soli non raccontano: il negozio dell’usato è un punto di riferimento per il territorio. Diventa il posto dove le famiglie della zona portano ciò che non usano più e trovano quello che cercano, e attorno a questo scambio nasce un rapporto di fiducia che si rinnova nel tempo. È un’attività radicata, fatta di relazioni dirette con i clienti, e questo legame con il territorio rende l’apertura un progetto solido e duraturo.

A chi si rivolge un negozio dell’usato

Un negozio dell’usato vive di due movimenti che si alimentano a vicenda: gli articoli che entrano dai clienti che vendono e gli articoli che escono verso i clienti che comprano. Chi vende libera spazio e dà nuova vita a ciò che non usa più, ricevendo un valore in cambio. Chi compra trova qualità a un prezzo accessibile e porta a casa qualcosa di selezionato. Sono due esigenze diverse che convivono nello stesso negozio e ne costruiscono il giro.

Spesso chi vende e chi compra è la stessa persona in momenti diversi. La famiglia che porta i vestiti che il bambino non indossa più torna poco dopo a cercare la taglia successiva. Chi cede un mobile cerca al tempo stesso una libreria che cercava da tempo. Questa continuità è il motore del negozio dell’usato, e un buon negozio sa accogliere entrambi i momenti con la stessa cura.

Il pubblico è ampio e trasversale, e questo è una forza per chi apre. Non parli a una nicchia ristretta, ma a una platea che cresce ogni anno e che include tante storie diverse: chi cerca convenienza, chi vuole consumare in modo consapevole, chi semplicemente ama trovare il pezzo giusto. Conoscere questo pubblico e parlare a tutte le sue facce è il primo passo per costruire un negozio che funziona.

Quanto si guadagna con un mercatino dell’usato

Il guadagno di un negozio dell’usato nasce da un modello preciso, il conto vendita. Il cliente affida i propri articoli al negozio, che li valuta, li espone e li vende, trattenendo una provvigione su ogni vendita e riconoscendo il resto al proprietario. Il ricavo dell’attività dipende quindi da alcune leve chiare: quanti articoli passano dal negozio, quale provvigione si applica e con quale ritmo il negozio riesce a far girare l’assortimento. Più il negozio è vivo e ben gestito, più il flusso di articoli in entrata e in uscita alimenta il giro.

È un modello che ha un vantaggio rispetto al commercio tradizionale: la merce non si acquista in anticipo, perché arriva dai clienti in conto vendita. Questo alleggerisce l’investimento iniziale e riduce il peso del magazzino, perché il negozio non immobilizza capitale in scorte da rivendere. L’attenzione si sposta così sulla qualità della selezione, sulla cura dell’esposizione e sulla continuità del ricambio, che sono le cose su cui un negozio dell’usato costruisce i suoi risultati.

I numeri concreti, dalla provvigione alla previsione dei costi di avvio, cambiano in base al modello che scegli e al territorio in cui apri. Li trovi nella guida che puoi scaricare gratuitamente, ed è uno dei temi su cui i nostri consulenti lavorano insieme a te, partendo dalla tua situazione e dal tuo progetto.

Sul ritmo dell’attività incide anche la stagionalità, perché in certi periodi dell’anno i clienti portano e cercano determinate categorie di articoli più di altri. Saper leggere questi momenti, dal cambio di stagione ai periodi in cui le famiglie rinnovano ciò che serve, aiuta a tenere l’assortimento vivo e a far incontrare domanda e offerta. È una delle attenzioni che distinguono un negozio gestito con metodo, e fa parte di ciò che si impara strada facendo e con l’affiancamento giusto.

Come si apre, passo per passo

Aprire un mercatino dell’usato segue un percorso ordinato, che possiamo riassumere in pochi passaggi. Il primo è definire il progetto: a chi vuoi rivolgerti, quali articoli vuoi trattare, che tipo di negozio hai in mente. È la fase in cui prende forma l’idea, e da qui discendono molte delle scelte successive.

Il secondo è scegliere il modello, perché si può aprire in franchising, dentro un network già strutturato, oppure in autonomia, con la propria insegna. È il bivio che approfondiamo qui sotto. Il terzo è trovare il locale giusto, con buona visibilità, spazio espositivo sufficiente e facilità di accesso, perché un negozio dell’usato vive di articoli che entrano ed escono in continuazione e ha bisogno di spazio per accoglierli e mostrarli.

Il quarto è sistemare gli adempimenti, dal codice di attività alla forma con cui si gestisce la vendita per conto dei clienti. Il quinto è l’avvio vero e proprio: allestire il negozio in modo curato e ordinato, farne conoscere l’apertura sul territorio così che i clienti inizino a portare i loro articoli, e comporre il primo assortimento in conto vendita. È il momento in cui il progetto diventa un negozio aperto al pubblico, e nelle pagine collegate trovi il dettaglio di ogni passaggio.

L’avvio merita un’attenzione particolare, perché un negozio dell’usato parte davvero quando inizia a circolare l’assortimento. Far sapere alla zona che il negozio ha aperto, raccontare come funziona il conto vendita e invitare le famiglie a portare ciò che non usano più sono le azioni che danno il primo slancio. Il network mette a disposizione strumenti e materiali per farlo bene, e i nostri consulenti ti affiancano proprio in questa fase, così che i primi articoli e i primi clienti arrivino fin dalle prime settimane.

Cosa serve davvero per partire

Dietro i passaggi formali ci sono tre fondamenta che tengono in piedi un negozio dell’usato. La prima è un locale adatto, con lo spazio per esporre, per accogliere chi porta i propri articoli e per far muovere l’assortimento. La posizione conta, perché un negozio dell’usato funziona quando è facile da raggiungere e ben visibile sul territorio.

La seconda è un metodo di lavoro chiaro, che governi la valutazione degli articoli, il carico, l’esposizione e la vendita in conto vendita. È il metodo che permette di trattare con ordine il flusso continuo di articoli, e che fa la differenza tra un negozio che improvvisa e uno che cresce. La terza è la capacità di far girare gli articoli con continuità, perché il negozio vive del ricambio costante tra ciò che entra e ciò che esce.

Su queste fondamenta costruisci tutto il resto: la scelta del modello, gli strumenti, la comunicazione sul territorio. Con il franchising trovi queste fondamenta già pronte e collaudate, mentre in autonomia le costruisci a modo tuo. In entrambi i casi sono il punto da cui parte un negozio dell’usato che funziona.

Donna che seleziona con cura capi d'abbigliamento in un negozio, illustrando il lavoro quotidiano di gestione dell'assortimento e attenzione alla qualità.

Davanti all’apertura ci sono due strade, ed entrambe portano a un negozio avviato: la scelta dipende da cosa cerchi.

La prima è il franchising. Entri in un network già strutturato e parti con un marchio riconosciuto, un metodo collaudato, il software gestionale, la formazione e l’affiancamento di chi questo lavoro lo conosce. È la scelta di chi vuole ridurre i tempi di avvio e contare su un sistema rodato fin dal primo giorno. Con Leotron puoi aprire un negozio Mercatopoli, multispecialista, un negozio BABYBAZAR dedicato al mondo dei bambini, oppure un negozio Riclò di moda femminile. Il percorso completo lo trovi nella guida ad aprire un mercatino dell’usato in franchising.

La seconda è l’autonomia. Apri con la tua insegna e mantieni piena libertà di scelta, costruendo il negozio a modo tuo. È la strada di chi vuole indipendenza e gestire ogni aspetto in prima persona. Se hai già un negozio indipendente avviato, puoi entrare nella rete NIU.eco e accedere agli strumenti del network mantenendo la tua identità. Tutto il percorso è nella guida ad aprire un negozio dell’usato in autonomia.

Per scegliere con consapevolezza, mettiamo le due strade a confronto, con i loro punti di forza, nell’articolo dedicato a franchising o autonomia.

Qualunque strada scegli, l’obiettivo è lo stesso: arrivare a un negozio dell’usato che funziona e cresce nel tempo. Il franchising offre un sistema pronto e un affiancamento costante, l’autonomia offre libertà piena e identità propria. Entrambe poggiano sulle stesse fondamenta, il locale, il metodo e il ricambio degli articoli, e in entrambe possiamo accompagnarti, perché la rete Leotron lavora sia con chi apre in franchising sia con chi sceglie l’indipendenza dentro NIU.eco.

Aprire un negozio specializzato

Un negozio dell’usato può rivolgersi a un pubblico preciso o tenere insieme più reparti, e ogni scelta ha la sua logica. Chi vuole specializzarsi sul mondo dei bambini trova in BABYBAZAR un network costruito sull’infanzia da 0 a 12 anni, con abbigliamento, giocattoli e puericultura, e un legame forte con le famiglie del territorio.

Chi guarda alla moda femminile può aprire una Riclò, dedicata all’abbigliamento e agli accessori donna, con un’identità riconoscibile e un’esperienza d’acquisto curata. Chi preferisce un’offerta ampia, dai mobili ai libri all’elettronica, trova in Mercatopoli il modello multispecialista, capace di accogliere tante categorie sotto la stessa insegna.

Si può aprire un negozio dell’usato per bambini, uno dedicato alla moda donna o uno con tanti reparti diversi. Ognuna di queste strade risponde a un’idea di impresa, e ognuna ha il suo pubblico e il suo metodo. Nelle pagine dei singoli brand trovi quella più vicina al progetto che hai in mente.

La scelta del brand si lega anche al territorio in cui apri e alle persone che lo abitano. Una zona ricca di famiglie giovani offre terreno fertile a un negozio dedicato ai bambini, mentre un contesto urbano vivace si presta alla moda femminile o a un’offerta ampia e multispecialista. Valutare insieme il territorio, il pubblico e l’idea di impresa è parte del percorso che facciamo con chi sceglie di aprire con noi, e aiuta a partire con la formula giusta nel posto giusto.

Gli adempimenti in sintesi

Aprire un negozio dell’usato significa anche mettere in ordine alcuni aspetti burocratici e fiscali, e conoscerli in anticipo aiuta a partire con serenità. Dal 1° aprile 2025 il codice di attività di riferimento è l’ATECO 47.91.10, dedicato all’intermediazione nel commercio dell’usato.

La vendita degli articoli per conto dei clienti si inquadra nella forma dell’agenzia d’affari e richiede di tenere un registro degli affari, dove annoti le operazioni di intermediazione. Il rapporto con il cliente che affida i propri articoli si regola con il mandato di vendita, il contratto che disciplina il conto vendita. Sul piano fiscale entra in gioco il regime del margine, che calcola l’IVA solo sulla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto.

Sono temi che qui tocchiamo a grandi linee e che approfondiamo nel dettaglio in pagine dedicate: agenzia d’affari per il mercatino dell’usato, registro degli affari per il mercatino dell’usato, mandato di vendita per il mercatino dell’usato e fiscalità del mercatino dell’usato. Il quadro completo della gestione lo trovi nella guida a gestire un negozio dell’usato.

Gli strumenti per partire

Per lavorare bene fin dal primo giorno servono gli strumenti giusti. Il cuore operativo è il software gestionale J2K Premium, che governa il carico degli articoli, la ricevuta fiscale, il conto vendita e il registro degli affari. Tiene insieme in un unico sistema i passaggi che fanno funzionare il negozio, e puoi vederlo all’opera fissando una demo gratuita.

Accanto al gestionale, la consulenza operativa ti affianca su layout del negozio, processi di carico e gestione quotidiana, così da arrivare all’apertura con un metodo già rodato. Con siti web e app porti il negozio anche online e raggiungi i clienti dove cercano, perché oggi una parte importante della seconda mano passa dal digitale. Sono leve che fanno la differenza tra partire e partire bene.

La presenza online accompagna il negozio fisico e ne amplia il raggio. Un sito e un’app permettono di mostrare l’assortimento, di farsi trovare da chi cerca articoli usati nella zona e di restare in contatto con i clienti che vendono e comprano con continuità. Il negozio resta il cuore dell’attività, fatto di relazioni dirette e di articoli che si vedono e si toccano, mentre il digitale aggiunge un canale in più per crescere. Insieme, fisico e online costruiscono un negozio dell’usato pronto al mercato di oggi.

Aprire un mercatino dell’usato oggi è un progetto concreto, in un settore che è cresciuto fino a diventare una scelta quotidiana per la maggioranza degli italiani. La strada è tracciata: capire perché conviene, riconoscere il pubblico a cui ti rivolgi, scegliere tra franchising e autonomia, sistemare locale e adempimenti, dotarsi degli strumenti giusti. Il resto del percorso lo costruiamo insieme. Per le informazioni passo dopo passo puoi scaricare la guida gratuita, e quando vuoi confrontarti su come aprire il tuo negozio dell’usato trovi un nostro consulente nella pagina Apri con noi.

Vuoi aprire un negozio dell'usato? Parti dalla nostra guida gratuita, scritta da chi ne ha aperti centinaia.